La Germania ordina il richiamo nazionale di tutti i diesel inquinanti di VolksWagen

Le autorità tedesche intervengono nel caso software illegale e ordinano il richiamo di tutti i veicoli

Berlino decide di intervenire nel caso Volkswagen e di porre termine alla sorta di autodeterminazione fin'ora praticata dalla casa automobilistica tedesca.

L'autorità per la regolamentazione delle auto, il Kraftfahrbundesamt o KBA, ha ordinato alla Volkswagen di richiamare tutte le auto all'interno dello stato che hanno a bordo il software incriminato per aver truccato le emissioni dei motori in fase di test.

L'ordine emesso dal KBA si sovrappone alla proposta che il gruppo aveva fatto la settimana scorsa di risolvere il problema delle emissioni eccessive delle sue auto più datate. VW aveva lasciato, nella propria proposta, la decisione finale di portare le auto per l'aggiornamento presso le concessionarie ai possessori delle auto coinvolte. Il richiamo riguarderebbe 2,4 milioni di auto nella sola Germania, anche se ne sono state vendute 2,8 imilioni, poichè 400.000 veicoli non sarebbero più in circolazione.

Tuttavia, le autorità tedesche hanno evidentemente sentito la crescente  pressione di queste settimane, e hanno voluto dimostrare di essere in grado di monitorare attentamente la lobby delle auto, che, non dimentichiamolo, offre lavoro al 13% di tutti i lavoratori tedeschi.

Questa posizione di dominio sul mercato del lavoro ha dato all'industria automobilistica nel suo complesso una grande influenza sulla politica interna e talvolta anche internazionale. Sicuramente essa ha avuto un ruolo decisivo nel far passare per adeguatamente controllate e testate le emissioni e l'efficienza nei consumi delle auto in condizioni di uso reale, mentre in realtà i test vengono eseguiti in laboratori che nulla hanno a che vedere con le reali condizioni stradali e dell'auto in fase di guida su strada.

L'ordinde del KBA farà sì che le autorità possano controllare il processo di richiamo e possano spingere la Volkswagen a completare il richiamo e la risoluzione del problema in tempi più rapidi. Anche se, in una conferenza stampa, il Ministro per i Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, ha affermato che l'obiettivo originale di sistemare tutte le auto coinvolte nello scandalo entro la fine del 2016 non è realistico, poichè un componente essenziale per sistemare i motori da 1,6 litri non sarà disponibile prima di Settembre.
Il Ministro ha inoltre dichiarato che il gruppo Volkswagen dovrà far sapere entro la fine di Novembre come intende affrontare il problema dei motori da 1,2 e 1,6 litri EA189 per portarli entro i limiti legali delle emissioni.
Dovrà fare lo stesso per i motori a 2 litri entro la fine del mese corrente.

Questa novità si aggiunge alla pressione che la più grande azienda automobilistica europea sta subendo, fra accuse penali e decine di cause civili, dalla Germania agli USA.

Ispettori statali hanno perquisito i quartieri generali della VW a Wolfsburg e le case private di alcuni funzionari la scorsa settimana ; la FTC, Federal Trade Commission, negli Stati Uniti sta conducendo un'indagine per pubblicità ingannevole negli USA, dove la casa aveva spinto in modo molto aggressivo la propria tecnologia di diesel pulito.

I giornali tedeschi scrivono che Falko Rudoph, a capo di una fabbrica a Baunatal, nella Germania centrale, è stato sospeso. Sarebbe uno degli ingengeri che hanno sviluppato il motore EA189, quello al centro dello scandalo.

Intanto in Italia la procura di Verona ha disposto la perquisizione, già eseguita, della sede italiana di Volkswagen, Audi e della Lamborghini a Bologna, anche se Lamborghini non monta alcun motore diesel. Tuttavia, la procura di Verona ha disposto le perquisizioni degli uffici delle aziende per poter appurare se i vertici italiani fossero a conoscenza dei fatti per verificare un'eventuale ipotesi di frode in commercio.