Pubblicati i dati relativi alla spesa pensionistica e ai contributi versati dagli italiani

E’ stato presentato alla Camera dei Deputati il Terzo Rapporto sul Bilancio del sistema previdenziale italiano: andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza. I dati presentati il 17 febbraio alla Camera dei Deputati smentiscono quello che ormai si sente ripetere quasi quotidianamente: e cioè che la spesa per il welfare, e in particolare per le pensioni, in Italia sia fuori controllo.

La definizione di spesa per il welfare include tutte le somme erogate per pensioni, per assistenza, le prestazioni a sostegno del reddito e la spesa sanitaria.

Sebbene in deficit, poiché le contribuzioni sono inferiori alla somma di tutte le prestazioni erogate, la differenza fra entrate e uscite è minima in rapporto alla spesa totale: il deficit ammonta, infatti, a circa 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 439,336 miliardi di euro di welfare erogati dallo Stato.

Inoltre, per quanto riguarda le erogazioni relative a pensioni, c’è da aggiungere che i pensionati italiani vedono tassate le loro pensioni (cosa che in molti Paesi europei non avviene), e il totale delle tasse versate ammonta a 45 miliardi di euro l'anno. In rapporto al PIL, dunque, la spesa pensionistica effettiva, così come calcolata nel rapporto, si riduce dal 15,46% al 10,06%, allineandosi agli altri Paesi UE. E ciò porta il rapporto fra welfare totale e PIL a circa il 12,5%.

I dati rilevati ed esposti nel Rapporto sono dunque almeno parzialmente positivi, e allineano la spesa italiana a quella europea, ma ci sono anche alcuni dati preoccupanti, e fra questi il rapporto tra occupati e pensionati, importante per la tenuta a lungo termine del nostro sistema pensionistico, che funziona secondo lo schema della “ripartizione”:  nel 2014 è pari soltanto a 1,37; il rapporto tra numero di prestazioni in pagamento e popolazione inoltre indica che è in pagamento una prestazione ogni 2,607 abitanti,  in pratica una prestazione per ogni famiglia italiana. Infine, l’imposta media annua pagata pro capite è pari a 327 euro. Per garantire la sola sanità, che costa 1.790 euro pro-capite, occorre che altri contribuenti si accollino un onere di circa 41 miliardi di euro. In queste condizioni il finanziamento del welfare, considerando la sfavorevole situazione demografica italiana, si fa assai impegnativo.

I dati hanno dato come risultato il fatto che entro il 2046 l’età minima pensionabile, se le cose continuano così, dovrà essere innalzata a 70 anni. Il problema, dato l’allungamento dell’aspettativa di vita, potrebbe non porsi, se non per il fatto che il permanere così a lungo in impresa (quando ci si riesce e non si perde il lavoro in età matura) porta inevitabilmente a un mancato ricambio generazionale, ad aziende fatte da anziani e non da giovani e a un possibile aumento della disoccupazione giovanile. Resta poi aperta la questione di chi perde il lavoro in età matura e diventa non ricollocabile.

Il Vice-Ministro Zanetti in un intervento riguardante le numerose voci circolate sui tagli alle pensioni di reversibilità in relazione all’ISEE, ha chiarito che, poiché l’ISEE è uno strumento legato all’assistenza, mentre le pensioni anche di reversibilità sono materia previdenziale, non sono previsti né ora né nel medio termine interventi in questo senso.

L’ottica in cui si intendono fare interventi sul sistema pensionistico deve essere un’ottica di medio-lungo periodo, in modo da non dover fare altre modifiche nei prossimi cinque anni e in modo tale da tenere in considerazione tutte le situazioni estreme che si presentano già oggi: disoccupati privi di pensione, lavori usuranti, lavoratori precoci senza l’età per poter andare in pensione ma con già 42 anni di contributi, ecc.

Per la prima volta, inoltre, sono stati pubblicati alcuni dati relativi ai “vitalizi” dei parlamentari italiani ed europei e dei consiglieri regionali, nonché le prestazioni a favore dei dipendenti degli organi istituzionali tra cui la Corte Costituzionale, la Presidenza della Repubblica, la Camera, il Senato e altre istituzioni come la Regione Sicilia.

L'altro sistema previdenziale

 

Ente/organo costituzionale

numero di pensionati

costo delle pensioni

(in milioni di €)

pensione media (in €)

Regione Sicilia: personale

16.377

656,00

40.056

Camera dei Deputati: personale

4.672

257,00

55.000 *

Camera dei Deputati: vitalizi

1.543

139,00

90.084

Senato: personale

2.487

136,80

55.000 *

Senato: vitalizi

907

82,80

91.290

Regioni: vitalizi

1.868

170,00

91.000 *

Presidenza Repubblica: personale

1.644

90,42

55.000 *

Corte Costituzionale: giudici

29

5,80

200.000

Corte Costituzionale: personale

198

13,50

68.200




Fonte: bilanci enti e stime (*).







 

1 commenti

Gianbi :
Sarebbe ora di verificare anche quanto ci costano i Militari, di cui dobbiamo avere il massimo rispetto, riguardo agli scatti di anzianità pensionistica reali o acquisiti magari con missioni estere a salvaguardia di Ambasciate tipo Svizzera per permanenze di tre mesi ed un giorno... Quanto ci costano le varie specialità tipo: paracadutismo in cui si cimentano anziani Ufficiali con fisico adatto ad una comoda poltrona?... | sabato 20 febbraio 2016 12:00 Rispondi